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L’indagine semestrale di Confindustria Emilia-Romagna - Settembre 2021

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L’indagine semestrale di Confindustria Emilia-Romagna - Settembre 2021

Il primo semestre 2021

Presentata la congiuntura economica di Confindustria Emilia-Romagna che fa il punto sul primo semestre del 2021 e analizza le aspettative degli imprenditori per il secondo semestre dell’anno.

Per quanto riguarda i primi sei mesi, è stato registrato un forte rimbalzo dell’economia regionale rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, sia nel settore manifatturiero, sia nel settore dei servizi alle imprese.

L’export rimane il vero punto di forza della nostra economia: nel periodo gennaio-giugno 2021 l’Emilia-Romagna ha esportato beni e servizi per 35,4 miliardi di euro, 7 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2020 e 2,2 miliardi in più rispetto al primo semestre 2019. L’export regionale registra una crescita del 24,4% rispetto al primo semestre 2020, meglio di Lombardia (+22,6%) e Veneto (+23,8%) e media nazionale (+24,2%) e una crescita del 6,6% rispetto al primo semestre 2019, superando i livelli di export pre-pandemia.

Secondo semestre 2021

Per quanto riguarda il semestre in corso, le aspettative degli imprenditori sono molto positive, con saldi fra ottimisti e pessimisti mai registrati in precedenza. Poco più di un imprenditore su due si aspetta un aumento della produzione nella seconda metà del 2021, con un saldo ottimisti-pessimisti di +46 punti. Non molto diverse le attese riguardo l’andamento della domanda totale, per la quale il 49,1% delle imprese intervistate si attende un aumento, con un saldo ottimisti/pessimisti pari a +41 punti (era a -1 a metà 2020). Positivi ma più contenuti i giudizi sugli ordini provenienti dall’estero. Per quanto riguarda l’occupazione il 71,4% delle imprese non si attende variazioni entro fine anno, con un saldo ottimisti/pessimisti positivo e pari a +19 (era -12 a metà 2020).

L’ottimismo coinvolge tutte le imprese, a prescindere dalla dimensione, con qualche differenza più marcata rispetto agli andamenti della domanda estera e del mercato del lavoro, ambiti nei quali le grandi imprese sono più ottimiste delle medio-piccole. Per la domanda estera i saldi sono +18 per le piccole, +37 per le medie imprese e +38 per le grandi. Per l’occupazione più ottimiste le grandi imprese (+26 punti il saldo) rispetto alle medie (+22 punti) e alle piccole (+16 punti).