Oltre trecento presenti all’incontro “Emilia-Romagna motore d’innovazione” a Mirandola nell’anniversario del sisma

Sono 512 le imprese del settore dei dispositivi medici con sede in Emilia-Romagna, per un totale di oltre 14.500 occupati e oltre 131 milioni di euro investiti in ricerca e innovazione. Un ecosistema industriale ad alta intensità tecnologica, dove oltre la metà degli addetti possiede un titolo universitario o post-universitario e il 9% degli occupati è impiegato in attività di ricerca e innovazione.

Numeri che confermano il ruolo strategico dell’Emilia-Romagna e del distretto biomedicale di Mirandola come il principale polo europeo del settore, capace di coniugare manifattura avanzata, innovazione, competenze e integrazione tra imprese, ricerca e territorio.  Dati illustrati il 20 maggio 2026 all’incontro “Emilia-Romagna motore d’innovazione. Futuro e competitività del distretto biomedicale”, promosso da Confindustria Dispositivi Medici, in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna e Confindustria Emilia Area Centro presso l’Auditorium Rita Levi Montalcini, grazie al patrocinio del Comune di Mirandola.  L’incontro, che ha rappresentato anche l’ultima iniziativa pubblica della Presidente di Confindustria regionale Annalisa Sassi, ha visto più di trecento presenti tra imprenditori, manager e rappresentanti delle Istituzioni.

“Negli ultimi quattro anni, durante il mio mandato alla guida di Confindustria Emilia-Romagna – ha dichiarato la Presidente di Confindustria regionale Annalisa Sassi concludendo l’incontro – le nostre imprese hanno dimostrato una capacità straordinaria. Hanno gestito la crisi energetica, ricostruito dopo l’alluvione, navigato l’inflazione, iniziato a integrare l’intelligenza artificiale, ripensato le supply chain.  Oggi l’unica variabile certa è l’instabilità: per questo è fondamentale garantire condizioni che favoriscano davvero gli investimenti e la crescita, liberare energie, valorizzare il potenziale delle nostre aziende e dei nostri lavoratori. Occorrono politiche più incisive a tutti i livelli per l’attrattività, lo sviluppo e la competitività del territorio”.

“Il distretto biomedicale di Mirandola rappresenta una delle espressioni più avanzate della capacità industriale italiana: un territorio che ha saputo costruire nel tempo una filiera altamente specializzata, competitiva sui mercati internazionali e capace di generare innovazione, occupazione qualificata e valore per il sistema salute. Oggi, in uno scenario globale segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e geopolitiche, il biomedicale è chiamato ad affrontare sfide decisive legate alla competitività industriale, all’autonomia strategica europea, alla resilienza delle filiere e alla capacità di attrarre competenze e investimenti. Per questo Mirandola non è soltanto un’eccellenza territoriale, ma un asset strategico nazionale ed europeo da valorizzare e rafforzare attraverso politiche industriali, innovazione e collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca”, ha dichiarato Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici.

“Il distretto di Mirandola è un hub tecnologico globale, terzo polo biomedicale al mondo e vero “cuore manifatturiero d’Europa”. Con un tasso di innovazione del 41,7%, quasi triplo rispetto alla media nazionale, le nostre imprese non si limitano a produrre, ma generano valore reale e soluzioni d’avanguardia per la salute. La nostra forza risiede nella capacità di fare rete e in una proiezione internazionale che vede oltre la metà delle nostre associate esportare con successo. Per restare il motore d’innovazione del Paese, dobbiamo ora puntare tutto sul capitale umano e sulla sostenibilità, trasformando le sfide globali in nuove opportunità di crescita, per questo bisogna investire nell’alta formazione e colmare i gap strutturali su mobilità ed energia. È necessario quindi che le istituzioni a livello nazionale credano in questo distretto quanto ci credono gli investitori esteri, collaborando con noi per snellire la burocrazia e potenziare i servizi. Solo così il “motore” emiliano potrà continuare a guidare la competitività del Paese”, ha aggiunto Marco Fantoni, Presidente della Filiera Salute di Confindustria Emilia area Centro.

“L’intelligenza artificiale è già una realtà diffusa: il 77% dei lavoratori ha avuto un’esperienza diretta con queste tecnologie. Oggi però il tema non è più adottarla, ma trasformarla in valore concreto su ricavi, costi e qualità. In Emilia-Romagna, e nel distretto biomedicale, la sfida è passare dalla sperimentazione all’integrazione nei processi produttivi, per rafforzare un vantaggio competitivo già distintivo. La vera differenza la faranno quelle imprese capaci di tradurre l’AI in applicazioni industriali concrete, dentro la filiera e nei processi core”, ha affermato Gianluca Focaccia, Partner EY, Responsabile ufficio di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

L’incontro ha visto gli interventi del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, del Vice Presidente Vincenzo Colla e della Vice Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Elena Lorenzini.

Nel corso delle tre tavole rotonde sono stati approfonditi temi centrali per rafforzare la leadership del biomedicale emiliano-romagnolo nel panorama europeo. Alla sessione Innovazione, ricerca ed ecosistema tecnologico hanno partecipato Stefano Bossi, Coordinatore della Commissione Transizione digitale di Confindustria Emilia-Romagna; Gianluca Focaccia, Partner EY e responsabile dell’ufficio di Bologna e dell’Emilia-Romagna; Filippo Foroni, CEO & Co-Founder di G21; Francesco Leali, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il tema del capitale umano è stato al centro della seconda sessione, con gli interventi di Luca Ferraresi, General Manager di Fresenius Hemocare Italia; Giuliana Gavioli, del Tecnopolo Mario Veronesi; e Gabriele Marzano, Policy Manager per l’Integrazione delle politiche occupazionali e gli interventi per l’innovazione della Regione Emilia-Romagna.

La terza sessione è stata dedicata alle infrastrutture e alla connettività tra i distretti produttivi, con i contributi di Andrea Bardi, Direttore Generale dell’Istituto sui Trasporti e la Logistica; Andrea Maestripieri, Senior Manager EY, Strategy & Execution, Transport Expert; e Luca Spinardi, Site Director di Medtronic a Mirandola.

​​​​

Vai al comunicato stampa 

Vai al programma dettagliato

Nella foto, da sinistra a destra:
Marco Fantoni, Presidente Filiera Salute Confindustria Emilia area Centro
Annalisa Sassi, Presidente Confindustria Emilia-Romagna
Fabio Faltoni, Presidente Confindustria Dispositivi Medici

CONDIVIDI