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IL PROGETTO DI CONFINDUSTRIA EMILIA-ROMAGNA IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI

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IL PROGETTO DI CONFINDUSTRIA EMILIA-ROMAGNA IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI

 
LE PRIORITÀ PER LO SVILUPPO:   IL CAPITALE UMANO

 

 

Bologna, 9 dicembre 2019.    Confindustria Emilia-Romagna ha lanciato, in occasione delle prossime elezioni regionali, il progetto TRAIETTORIA 2030 > Lo sviluppo dell’Emilia-Romagna, che individua le priorità nel medio e lungo termine per rendere l’Emilia-Romagna una regione sempre più competitiva.

TRAIETTORIA 2030,  promosso insieme a tutte le Associazioni Industriali dell’Emilia-Romagna, Ance Emilia-Romagna e Confindustria Ceramica, si basa su un lavoro di analisi realizzato con la collaborazione scientifica di Prometeia.

«Per valutare dove siamo oggi e la distanza delle regioni leader nel confronto nazionale ed europeo − ha illustrato il Presidente Pietro Ferrari  abbiamo individuato alcune priorità per lo sviluppo su cui la Regione potrà giocare un ruolo determinante: capitale umano,  imprese e innovazione, reti internazionali, benessere economico e qualità della vita».

Oggi approfondiamo alcuni numeri per quanto riguarda il capitale umano.  «I punti di forza dell’Emilia-Romagna sulle risorse umane − afferma il Vice Presidente di Confindustria regionale Corrado Beldì  −  sono numerosi. Siamo la quarta regione italiana per crescita della popolazione dal 2012 al 2019 e la seconda più attrattiva per i giovani dopo la Lombardia, ma diventiamo la prima per attrattività in rapporto alla popolazione. L’Emilia-Romagna è la seconda regione nel Paese per incidenza di giovani in possesso di laurea (a pari merito con il Friuli VG) e tra quelle con la più bassa quota di giovani NEET che non studiano e non lavorano. 

Abbiamo però − aggiunge il Vice Presidente Beldì  −  alcune aree su cui occorre porre attenzione. La popolazione emiliano-romagnola è strutturalmente più anziana della media nazionale e di Veneto e Lombardia. L’età media è superiore rispetto a quella del Baden-Württemberg e del Rhône-Alpes rispettivamente di 3 e 7 anni.  L’incidenza dei giovani laureati è inferiore alla media europea (-6,3) e i laureati in ambito scientifico (STEM) sono il 21% contro il 36% della Germania.  Il saldo migratorio dei giovani istruiti è positivo solo per la componente interna (+56.501), mentre è negativo il saldo con l’estero (-7.395)».

«Per questo e per gli altri temi  − conclude il Presidente Ferrari  −  stiamo definendo una serie di proposte di intervento che presenteremo ai candidati alle elezioni regionali gennaio 2020, partendo dall’analisi dei dati e degli indicatori». 

 

 

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VIDEO  "LO SCENARIO AL 2020"
 

 

Confindustria Emilia-Romagna lancia, in vista delle elezioni regionali del gennaio 2020, il progetto TRAIETTORIA 2030 > Lo sviluppo dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di definire le priorità nel medio e lungo termine per rendere l’Emilia-Romagna una regione sempre più competitiva.

TRAIETTORIA 2030,  promosso insieme a tutte le Associazioni Industriali dell’Emilia-Romagna, parte da un lavoro di analisi rigoroso realizzato con la collaborazione scientifica di Prometeia, fondato sui numeri e sul confronto con le regioni italiane ed europee più avanzate.

«Il nostro progetto − ha dichiarato il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari va oltre la contingenza della competizione elettorale e ambisce a diventare uno strumento di supporto al dibattito per contribuire alla definizione delle strategie e delle politiche regionali per i prossimi anni.  Come primo passo abbiamo deciso di analizzare lo scenario al 2030, individuando i principali driver che avranno un impatto diretto sulla nostra società, sulla vita delle imprese e delle persone».

I driver su cui ci dovremo confrontare sono: l’andamento demografico non favorevole, che rischia di penalizzare sempre di più le aree più avanzate d’Europa; il commercio internazionale, influenzato da un contesto geopolitico in cui regnano incertezza, dazi e guerre commerciali, con un impatto forte in un territorio vocato all’export come quello emiliano-romagnolo; l’evoluzione tecnologica che, rivoluzionando la società, le imprese e i modelli di consumo, richiede investimenti adeguati e capitale umano competente; la sostenibilità ambientale e il cambiamento climatico, che avranno un impatto capillare sull’economia e impongono obiettivi ambiziosi e nuove sfide al nostro sistema produttivo.

«Partendo da questi fattori chiave − ha illustrato il Presidente Ferrari − abbiamo individuato alcune priorità per lo sviluppo sui quali la Regione potrà giocare un ruolo determinante: benessere e qualità della vita, capitale umano, imprese e innovazione, reti internazionali. Abbiamo deciso di approfondire queste aree per comprendere dove siamo oggi e qual è la distanza delle regioni leader nel confronto nazionale ed europeo».

I dati, individuati insieme a Prometeia, indicano una regione con fondamentali economico-produttivi solidi.  Il Pil dell’Emilia-Romagna dovrebbe continuare ad avere un trend di crescita annua media positivo al 2030, dell’1,2%, maggiore rispetto alla prospettiva italiana che dovrebbe assestarsi sullo 0,9%, in linea con la media europea dell’1,3%.  Si tratta ovviamente di un dato previsionale che dovrà tener conto di numerosi fattori di incertezza.  La produzione industriale in Emilia-Romagna dal 2005 al 2017 è aumentata in media del 4,2%, più del doppio del dato nazionale (1,9%).  L’export pro capite regionale è primo nel Paese e il 10% delle imprese italiane che esportano sono in Emilia-Romagna.

«Se da un lato dobbiamo continuare a guardare al futuro con un approccio positivo − ha aggiunto il Presidente Ferrari – dall’altro dobbiamo porci obiettivi sempre più elevati. È necessario mettere in campo politiche che tendano verso obiettivi di crescita a medio-lungo termine e miglioramento rispetto ai benchmark più virtuosi nel panorama europeo. In questa ottica l’analisi ha individuato alcuni fattori di competitività sui quali possiamo e dobbiamo fare meglio per raggiungere le regioni più sviluppate d’Europa».

In particolare, negli ultimi dieci anni l’evoluzione del Pil per abitante risulta più debole rispetto a quella delle regioni europee più dinamiche.  Il tasso di attività è inferiore a quello del Baden Württemberg, della Catalogna e del Rhône-Alpes, così come la percentuale dei giovani laureati.  La spesa per ricerca e sviluppo, pur essendo la più elevata d’Italia, è meno della metà del Baden Württemberg in rapporto al PIL. Il peso dei nuovi mercati è inferiore rispetto ai benchmark europei: tra i primi dieci mercati di destinazione dell’Emilia-Romagna la Cina rappresenta solo il 3,1%, mentre nel Baden Württemberg è il 7,8%.

«Per ognuno di questi temi  − ha concluso il Presidente Ferrari  −  stiamo delineando una serie di proposte di intervento che presenteremo ai candidati alle elezioni regionali nel mese di gennaio.  Tutte le proposte avranno un fondamento scientifico e saranno legate ad indicatori quantitativi misurabili che intendiamo verificare con continuità a partire dal 2021. Non possiamo permetterci di avere una prospettiva di breve termine.  Dobbiamo essere consapevoli che le politiche e le azioni che avviamo oggi per affrontare questi temi daranno risultati concreti tra 5, 10 o 20 anni.  Abbiamo bisogno di obiettivi condivisi di medio-lungo termine e di un lavoro continuo e coerente da parte delle imprese e delle Istituzioni.  Su di essi chiederemo condivisione e determinazione al futuro governo della Regione».

Il progetto TRAIETTORIA 2030 è accompagnato da un articolato piano di comunicazione. Nelle prossime settimane Confindustria Emilia-Romagna pubblicherà video e approfondimenti tematici sul presente sito sul web.