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Quadro Finanziario Pluriennale europeo. Le priorità delle imprese al centro dell’intervento di Leonardo Figna

by Marina
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Il Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034 è stato al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Mestre, organizzato da Confindustria e dalla Delegazione di Bruxelles in collaborazione con Confindustria Veneto, Confindustria Emilia-Romagna, Confindustria Friuli Venezia Giulia, Confindustria Trento e Confindustria Alto Adige Sudtirol.

L’obiettivo è stato quello di approfondire le priorità per l’industria italiana, tra crescita, coesione e competitività, e discuterne con gli eurodeputati eletti nella Circoscrizione Nord-Est.

“Nella prossima programmazione – ha dichiarato il Presidente dei Giovani imprenditori dell’Emilia-Romagna Leonardo Figna –  è fondamentale preservare e valorizzare il ruolo delle Regioni, pur nella ridefinizione della governance complessiva volta ad una spesa più efficiente a livello nazionale. Le Regioni devono continuare ad avere un ruolo di primo piano nella definizione dei Piani di utilizzo delle risorse: solo così si può garantire che siano in linea con le reali esigenze dei nostri territori.

Un altro nodo cruciale da sciogliere  – ha aggiunto – riguarda la semplificazione, perché semplificare le misure significa liberare energie preziose. Occorre in particolare:

  • implementare ulteriori misure di semplificazione per i beneficiari, consolidando e rafforzando quanto già introdotto nella programmazione 2021-2027
  • estendere le tipologie di spesa semplificate come, ad esempio, opzioni di costo semplificate, dai costi unitari agli importi forfettari, fino ai regimi di spesa dedicati
  • superare i principi che si sono rivelati troppo stringenti e penalizzanti per il sistema produttivo, a partire dal DNSH (Do Not Significant Harm).

Se il DNSH ha contribuito a rafforzare l’integrazione tra politiche industriali e sostenibilità, ha anche registrato grandi criticità: eccessiva complessità applicativa e oneri amministrativi per le imprese, scarsa proporzionalità rispetto a dimensione d’impresa e investimento, incertezza interpretativa e disomogeneità tra strumenti; rischio di disincentivo alla partecipazione, specie per le PMI.

Investire in tecnologie pulite, filiere sostenibili, materiali alternativi e digitalizzazione green-oriented – ha concluso  Figna – è oggi una necessità industriale, oltre che ambientale. Tuttavia è necessario evitare di creare vincoli non necessari e permettere l’adozione di strumenti strategici per accompagnare la trasformazione della manifattura e rilanciare la capacità innovativa del sistema industriale europeo”.

Nella foto
Leonardo Figna e il Presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini

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