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EXPERTISE ROAD, I PROFILI PROFESSIONALI EMERGENTI IN EMILIA-ROMAGNA SECONDO UN'ANALISI DI CONFINDUSTRIA E FEDERMANAGER EMILIA-ROMAGNA

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EXPERTISE ROAD, I PROFILI PROFESSIONALI EMERGENTI IN EMILIA-ROMAGNA SECONDO UN'ANALISI DI CONFINDUSTRIA E FEDERMANAGER EMILIA-ROMAGNA

 

Bologna, 18 ottobre 2018 -  Quali i trend e i cambiamenti ad alto impatto sul mondo del lavoro?  Quali i nuovi fabbisogni professionali delle imprese?  Come sviluppare relazioni più efficaci tra le aziende e il sistema della scuola e della formazione?  Quali caratteristiche devono avere i percorsi di alta formazione?

Per dare prime risposte a queste domande Confindustria Emilia-Romagna e Federmanager Emilia-Romagna hanno realizzato il Progetto “Expertise Road”, con il supporto di Fondirigenti, i cui risultati sono stati presentati oggi a Bologna. Obiettivo è far emergere i nuovi fabbisogni delle aziende, con particolare riguardo ad Industria 4.0, nell’ottica di contribuire ad aggiornare i contenuti dei profili professionali e innovare i programmi della formazione tecnica e manageriale.

Hanno partecipato complessivamente un centinaio di imprenditori e manager di 50 imprese dell’Emilia-Romagna e rappresentanti di Istituti Tecnici, Fondazioni ITS e centri formativi.

Tra i cambiamenti che più impatteranno sulle aziende nei prossimi 5-10 anni sono emersi, nell’ordine,  l’ottimizzazione dei processi aziendali e il controllo dei costi, l’impegno in sviluppo e innovazione, Industria 4.0, nuovi mercati e “customizzazione” ossia l’adeguamento alle esigenze del singolo cliente.  Le professionalità per affrontare queste sfide possono essere formate in particolare con i percorsi ITS-Istituti Tecnici Superiori, le “Scuole di tecnologia” che in questi anni hanno dimostrato di offrire occupazione qualificata ai giovani e tecnici preparati alle imprese.  

«Cresce il bisogno di figure professionali trasversali ai vari settori, in grado di avere una visione integrata dei processi aziendali − ha dichiarato il Vice Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Corrado Beldì – ma anche specializzate in innovazione di prodotto, processo e packaging, automazione e robotizzazione, sviluppo di prodotti smart interconnessi, gestione e analisi di big data, personalizzazione di soluzioni e adeguamento alle normative, soprattutto ambientali. Insieme alla Regione, che con la Rete Politecnica dà grande attenzione alla formazione tecnica, dobbiamo ampliare l’offerta formativa sulla base di queste nuove esigenze. Oggi gli ITS, ad esempio, coprono 11 dei 31 profili professionali emergenti individuati. Serve un impegno comune per accrescere la percezione sociale dei profili tecnici, ripensare l’orientamento valorizzando i differenti tipi di sapere e apprendimento, coinvolgere di più le imprese nella co-progettazione con scuole e centri formativi».

Tra i profili settoriali con il gap più elevato si evidenziano, in particolare, nella meccatronica il product&market innovation manager, nel packaging-automazione il tecnico in progettazione software con vocazione IT da applicare alle macchine,  nella motoristica il tecnico esperto di soluzioni di data analytics, nell’alimentare il tecnico in meccatronica esperto in processi produttivi alimentari, nella ceramica il tecnico nella gestione dei processi produttivi con focus sull’organizzazione del lavoro e la manutenzione predittiva, nel biomedicale il tecnico per la gestione di processo end-to-end e per la servitizzazione (servizi annessi), nell’energia/ambiente il tecnico per l’energy management, nella logistica il tecnico per la distribuzione multicanale e la logistica intermodale, nei servizi il tecnico progettista di soluzioni per l’erogazione di servizi esternalizzati alle aziende.  

«Abbiamo realizzato − ha aggiunto il Consigliere nazionale di Federmanager Eliana Grossi − un modello virtuoso di collaborazione tra imprese, manager e professionisti della formazione che, esteso alla Regione, su base strutturata e continuativa, potrebbe contribuire a ridurre il gap fra domanda e offerta nel mercato del lavoro. A tale scopo, particolarmente interessanti sono stati gli esiti dell'analisi comparativa internazionale sulle migliori esperienze estere in materia di ITS, non tanto sui contenuti formativi, quanto sui meccanismi di dialogo continuo tra imprese e istituti scolastici, che auspichiamo di poter replicare. Dall'analisi emerge la necessità di impegnarci maggiormente sul fronte dell'orientamento professionale, per accrescere l'attrattività della cultura tecnica sin dalle scuole medie. In sintesi, Expertise Road ci ha indicato la strada da percorrere già da domani».

«L’economia italiana −  ha affermato il Presidente di Fondirigenti Carlo Poledrini  −  si basa sul lavoro e il primo compito da parte di manager e imprese è investire sulla formazione. Per questo il progetto Expertise Road è un impegno prioritario per Fondirigenti, che per queste iniziative nel Paese ha investito 3 milioni di euro del budget 2018. Tra i meriti di questo progetto, la valorizzazione delle strutture formative del territorio e della Rete Politecnica regionale, l’attenzione al confronto internazionale e il ricorso ai focus group che hanno consentito di contestualizzare la rilevazione delle esigenze formative rispetto ai diversi settori produttivi».

L’Amministratore delegato di Nomesis Daniela Bandera  ha esposto i principali risultati del progetto, in particolare le competenze per l’Industria 2021, mentre Il Direttore di Federmanager Academy Federico Mioni si è soffermato sugli stimoli emersi dall’analisi internazionale, che ha comparato la formazione tecnica in Italia con la formazione terziaria in Germania, in particolare le esperienze di Fachhochschule, e alcune best practices in Svezia, Francia e Canada.

Alla tavola rotonda, coordinata dalla giornalista del Sole 24 Ore Ilaria Vesentini, sono intervenuti  il Dirigente dell’Istituto tecnico Nobili di Reggio Emilia Elena Guidi, il docente di Economia Industriale dell’Università di Parma Franco Mosconi, il Presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, il Coordinatore del Comitato Innovazione di Confindustria Forlì-Cesena e Vice Presidente di Vem Sistemi Davide Stefanelli e il Direttore di ITS MAKER Daniele Vacchi. 

Ha concluso l’incontro il Direttore Generale della Direzione di economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa della Regione Emilia-Romagna Morena Diazzi, sottolineando «l’impegno per lo sviluppo di alte competenze connesse alle filiere produttive che trova nelle reti regionali, oggi rappresentate anche dai nuovi Clust-ER, una nuova opportunità per mettere insieme ricerca, competenze, imprese».

Sono partner del Progetto Federmanager Academy e i centri di formazione CIS di Reggio Emilia in qualità di capofila,  insieme a Fondazione Aldini Valeriani di Bologna,  Nuova Didactica di Modena,  Assoform Romagna e Il Sestante Romagna, Forpin di Piacenza,  Cisita Parma, Centoform di Cento. L’iniziativa si è svolta con il supporto di Confindustria Ceramica.

 

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