MERCOSUR – Il voto del Parlamento europeo penalizza l’Emilia-Romagna. Dichiarazione della Presidente Annalisa Sassi

Dichiarazione della Presidente Annalisa Sassi

22 gennaio 2026  –  Il voto del Parlamento europeo del 21 gennaio che ha bloccato l’accordo con il Mercosur è un segnale preoccupante non solo per l’industria, ma anche per il valore strategico che questa intesa riveste per il futuro dell’economia europea e del sistema produttivo.

La decisione di ieri  – dichiara la Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Annalisa Sassi –  penalizza molto la nostra regione, che è fortemente esportatrice e manifatturiera.  Tutte le forze che hanno a cuore la nostra economia dovrebbero avere la consapevolezza che senza accordi di questo tipo l’industria non avrà futuro, specie nell’attuale clima geopolitico.

 Riaprire il dibattito su un accordo che amplia l’accesso a nuovi mercati e genera ricadute economiche positive, rafforzando il nostro ruolo internazionale,  introduce seri elementi di incertezza in una fase globale già particolarmente complessa.

 Ci auguriamo che la Corte di Giustizia europea si pronunci in tempi brevi in senso positivo sul via libero definitivo all’accordo. 

Dobbiamo nel contempo pensare che il Parlamento è la fotografia delle nazioni europee e dei loro cittadini. Per questo dobbiamo impegnarci tutti, con uno sforzo collettivo ad ogni livello, per diffondere una maggiore cultura economica in Europa, specie tra i giovani, insieme alla consapevolezza del ruolo centrale dell’industria per il benessere e l’occupazione”.

Il Mercosur, istituito nel 1991, ha come membri Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. I paesi del Mercosur rappresentano la sesta economia più grande del mondo, con una popolazione che nel 2025 supera i 270 milioni di abitanti.

Nel 2024 l’Emilia-Romagna ha esportato verso il Mercosur beni e servizi per 1,12 miliardi di euro, pari all’1,3% del totale dell’export regionale e al 15,1% del totale delle esportazioni nazionali verso l’area.  I principali beni esportati dall’Emilia-Romagna verso questi Paesi sono macchinari (34,9%), mezzi di trasporto (13,5%), sostanze e prodotti chimici (10,2%).

 

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